La schiena del cavallo

12 Feb, 2016

Recentemente mi è capitato di imbattermi in alcuni post di colleghi veterinari che disquisivano sulla frequenza di lombalgie o in generale patologie della schiena nel cavallo. Molti di loro affermavano che la presenza di dolore a livello vertebrale nel cavallo sia sovrastimata e che molto spesso segni di fastidio alla palpazione della colonna in realtà sono reazioni fisiologiche. Altri asseriscono che se il cavallo manifesta dolore o insofferenza allo stringere del sottosella o reazioni di difesa durante il lavoro sia nella maggior parte dei casi un problema comportamentale se sono stati esclusi problemi articolari alle estremità. Un noto collega chirurgo equino in confidenza mi ha confessato che non crede addirittura che esista il mal di schiena nel cavallo nonostante avesse difronte delle scintigrafie che rivelavano processi infiammatori a livello vertebrale. Onestamente penso che per molto tempo si sono considerate le zoppie o le alterazioni dell’andatura del cavallo conseguenza esclusivamente di problemi degli arti. Infatti tutta la diagnostica equina è concentrata non solo sugli arti ma bensì sulla parte distale di essi. Poco frequentemente si eseguono esami radiografici e non sulla colonna o sul bacino o comunque solo in seconda battuta quando si sono escluse altre localizzazioni del problema. Senza volere essere polemica ritengo che per troppo tempo si è ignorato il problema del mal di schiena e collo forse per via della carenza di strumenti diagnostici e terapeutici efficaci. Prima si cercano problemi noti e risolvibili con i trattamenti classici e poi quando non si è arrivati ad una soluzione si prende in considerazione la colonna vertebrale. Se uno riflette sul fatto che nel 90% dei casi un cavallo non vive libero al pascolo ma ha qualcuno che gli mette un’imboccatura e una sella sopra e gli chiede di compiere dei movimenti precisi e a volte innaturali, forse è più facile pensare come alla schiena e al collo del cavallo non si rivolgono le giuste attenzioni. Anche il cavaliere più abile può esercitare infatti delle pressioni errate o disarmoniche sottoponendo quest’ultimi ad uno stress enorme; questo perché noi stessi non lavoriamo in modo simmetrico o perché utilizziamo l’attrezzatura sbagliata o nel modo sbagliato. Quante volte si scambia un rifiuto di un cavallo per un capriccio senza prendere in considerazione un discomfort derivante da un dolore o da una rigidità articolare che magari non era evidente con una zoppia vera e propria. Sicuramente ci sono casi in cui il cavallo presenta delle artrosi o dei problemi al piede che determinano zoppia, ma ricordiamoci che quando c’è una ridistribuzione dei carichi e uno sbilanciamento del peso per risparmiare una parte addolorata, si avranno tutte una serie di compensazioni che andranno ad aumentare la sensibilità dolorifica e il recupero sarà senz’altro più lungo e faticoso.

Come nell’uomo anche nel cavallo la colonna è il centro nevralgico della sua biomeccanica e prendersene cura periodicamente significa evitare recidive di problemi articolari e favorire la riabilitazione. Ecco i casi in cui è consigliato se non indispensabile effettuare una visita chiropratica https://www.arenavet.it/2015/10/13/la-chiropratica-e-gli-animali/#.Vr5HH_nhDIU :

  1. Dopo traumi durante il lavoro o il trasporto.
  2. Dopo un intervento chirurgico che ha richiesto un’anestesia generale dove il cavallo è stato maneggiato quando era incosciente e ha dovuto rimanere nella stessa posizione per un certo periodo di tempo
  3. Dopo il pareggio dei denti per contrastare lo stress esercitato dall’apribocca sulla mandibola e recuperare una corretta mobilità delle vertebre cervicali spesso alterata da una mal occlusione
  4. Durante il processo di transizione verso il piede scalzo per stimolare la propriocezione e migliorare l’asse
  5. Periodicamente in caso di stereotipie come il ballo dell’orso o il tic d’appoggio
  6. Se il cavallo mastica molto l’imboccatura o tende a sottrarsi alla mano
  7. Se  rifiuta o ha difficoltà a partire al galoppo giusto
  8. Se è difficile da riunire
  9. Se ha iniziato ad essere pigro o senza energie
  10. Se ha strane reazioni durante la sellatura o parti che non gradisce farsi manipolare. Se non vuole dare su i piedi
  11. Se ha patologie del piede
  12. Se presenta zoppie migranti
  13. Se è un riproduttore per aumentare la sua fertilità e facilitare il parto
  14. Se ha sei mesi di vita è indicato un primo controllo per fare in modo che non solo il suo apparato muscoloscheletrico cresca armonicamente ma anche il suo sistema nervoso in quanto il chiropratico attiva le muscle spindle cells.
  15. Se è in allenamento o addestramento per migliorare la coordinazione e prevenire incidenti.

Il chiropratico valuterà la mandibola e l’eventuale presenza di anomalie dentarie che predispongono a problemi sull’articolazione temporomandibolare e alle vertebre cervicali come anche l’utilizzo scorretto delle imboccature o ancora peggio di abbassatesta e chiudibocca.                                                                                                                                                                                                                                                                          Purtroppo sono tanti i cavalli che present-

ano sublussazioni cervicali a causa della mano del cavaliere. Più avanti tratterò delle frequenti alterazioni cervicali  e come evitarle ove possibile.

Rollkur o incapucciamento

E’ basilare il metodo di lavoro col cavallo. Un’errata o mancata riunione può causare sublussazioni non solo a livello cervicale per un’iperflessione del collo o rollkur, ma anche a livello lombosacrale per problemi nella flessione del bacino e una contrazione anziché un allungamento della top line.

Altre parte importante dell’esame chiropratico è anche il controllo della sella. Una sella non adatta al cavallo che stiamo montando può determinare l’insorgenza di sublussazioni a livello di vertebre del garrese e toraciche medie. Non esiste una sella perfetta ma quella più idonea al nostro cavallo. Inoltre è curioso svelare asimmetrie del cavaliere analizzando le differenze nello stato di usura tra le due parti di sella o sottosella. Tuttavia sia sella che sottosella andrebbero curati con attenzione e sostituiti qualora l’utilizzo abbia creato irregolarità evidenti date dall’usura.

 

trigger points

I trigger points sulla schiena e il collo del cavallo causati da un lavoro di riunione scorretto

Il cavallo è il frutto di un’ingegneria quasi perfetta. E’ dotato di un sistema di sospensione o “stay apparatus” mediante il quale è in grado di mantenere la stazione quadrupedale senza praticamente consumare energia. I fenomeno è possibile grazie non solo al legamento di sospensione del nodello ma anche a degli arti particolari legamenti che fanno in modo che alcuni tendini aiutino a mantenere le ossa unite e in equilibrio (a questo fenomeno dedicherò un articolo più avanti). Le alterazioni della mobilità delle articolazioni o sublussazioni, soprattutto quelle vertebrali, inabilitano questo meccanismo.

La chiropratica è perciò importantissima per il mantenimento di una corretta biomeccanica del cavallo.

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