L’età del cane e l’attività sportiva

11 Mar, 2018

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l'età del cane e l'attività sportiva, a cura di ArenavetSebbene siamo tutti concordi che l’età del cane sia un fattore fondamentale nella scelta del tipo e della frequenza dell’attività sportiva, nella pratica sono ancora tanti i cani che precocemente vengono sottoposti a sforzi fisici eccessivi o che vanno in pensione troppo tardi.

I cani giovani in accrescimento di taglia medio grande vanno in contro a numerosi e significativi cambiamenti soprattutto tra i 12 e 18 mesi di vita, periodo critico per il completamento dell’accrescimento osseo, in quanto si verifica la chiusura delle fisi.

 

Le fisi sono le estremità delle ossa lunghe in cui hanno sede le cartilagini di accrescimento. Esse proliferando aumentano di estensione (causando l’allungamento del segmento osseo) e vanno poi progressivamente incontro a trasformazione in tessuto osseo maturo. Proprio questa trasformazione è detta chiusura della fisi.

L'età del cane e l'attività sportiva, a cura di Arenavet

Composizione del tessuto costituente le cartilagini di accrescimento.

 

I tempi di chiusura sono diversi a seconda dalla taglia del cane: ad esempio in un cane di taglia piccola la chiusura delle fisi a livello di scapola, radio, femore e tibia avviene intorno ai 4 mesi mentre in un cane di taglia grande accade tra 1 7 e gli 11 mesi, per quanto riguarda gli arti anteriori, e tra i 14 e i 18 mesi per i posteriori (Newton et Nunamaker, 1985). Ne consegue quindi che più è grande la taglia più tardivamente avverrà la chiusura delle fisi con le medie taglie che ovviamente si collocano nel mezzo. In aggiunta nei soggetti sterilizzati prima della pubertà questo avviene ancora più lentamente (Salmeri et al, 1991). Il modo migliore per sapere se l’accrescimento osseo del nostro cane sterilizzato è concluso è effettuare una radiografia e controllare le teste dei femori e le tuberosità tibiali che sono le ultime a calcificare.

l'età del cane e l'attività sportiva, a cura di Arenavet

Radiografia di tibia e fibula di un giovane cane dove si evidenzia la presenza delle fisi e delle relative cartilagini di accrescimento (frecce bianche)

La qualità del tessuto calcificato rispetto a quello non calcificato rende le fisi più soggette a lesioni in quanto rappresentano le porzioni più fragili dello scheletro ancora più di tendini e legamenti. (Shire et Shultz. 2001). Un trauma articolare in giovane età ha più probabilità di danneggiare una cartilagine di accrescimento che non il legamento che stabilizza l’articolazione stessa. Quello che in un cane adulto può causare una semplice distorsione nel cane in giovane età può danneggiare la fisi ossea inducendone una sua prematura chiusura con conseguente alterazione dell’accrescimento e compromissione della sua futura carriera sportiva (Harasen, 2003).

I traumi possono essere oltre che acuti anche cronici come ad esempio nel caso dei microtraumi ripetitivi. Ad esempio un programma intensivo di slalom e salti iniziato precocemente (con ripetizioni numerose) può comportare un aumento del rischio di un danno cronico soprattutto alla colonna. Cani come i Golden Retriever con alterazioni a livello lombosacrale spesso hanno una storia di prematuro allenamento da slalomisti ultraveloci (Zinc, 2016). L’eccessivo stress articolare o traumi ripetuti rappresentano il 50% degli incidenti sportivi in età pediatrica (Valovich McLeod et al., 2001).

Questo significa che hanno capacità adattive diverse rispetto all’esercizio fisico. Per questo motivo i programmi di allenamento per i cani giovani e i cuccioli non dovrebbero essere solamente delle versioni ridotte di quelli dei cani adulti. Esistono infatti delle considerevoli differenze tra cucciolo e cane adulto, sia per quanto riguarda la coordinazione, la forza e la capacità di rigenerazione dei tessuti. I cuccioli ad esempio hanno una ridotta capacità anaerobica (ovvero la capacità di produrre energia in assenza di ossigeno), una ridotta efficienza metabolica in generale e termoregolativa (la capacità di un soggetto di mantenere costante la propria temperatura corporea al variare di quella ambientale (Bright, 2001).

Vediamo ora alcune indicazioni circa le tempistiche di gioco/allenamento in funzione dell’età del cane.

Un cane sotto i sei mesi di età può essere iniziato a giochi come inseguire un oggetto trascinato a terra e fare delicati tira e molla con la treccia tenuta bassa, giocare con cani di taglia appropriata e sotto la supervisione del proprietario/conduttore, brevi nuotate e passeggiate, spin a destra e sinistra, indietreggiamenti ecc. Per quanto riguarda le abilità atletiche può eseguire il seduto, terra, resta e tocca, salti di altezza non superiore al carpo e assolutamente nessuno slalom.

Un cane tra i sei mesi e l’età in cui le fisi si chiudono può continuare le precedenti attività può eseguire l’orsetto, il rotolamento, le corse in salita e il tira e molla a diverse altezze. I salti possono gradualmente aumentati ad altezza gomito e possono essere introdotte le griglie e le barriere a terra per insegnare al cane l’accorciamento e l’allungamento della falcata, lo stacco ecc. Permane ancora il divieto per lo slalom.

Ad avvenuta ossificazione delle cartilagini di accrescimento si potrà aumentare l’altezza dei salti ed eseguire le posizioni sopra superfici instabili per lavorare sulla forza muscolare e la propriocezione. Si può quindi introdurre il lavoro aerobico con passeggiate di 20 minuti al trotto tre volte a settimana arrivandoci con progressione. A quest’età anche se il cane ha ultimato l’accrescimento scheletrico muscoli, tendini e legamenti sono ancora molto giovani e il carico di lavoro deve essere aumentato progressivamente senza bruciare le tappe per evitare traumi a carico dei tessuti molli.

l'età del cane e l'attività sportiva, a cura di ArenavetAnche l’età anziana deve essere considerata fondamentale nelle scelte sportive. Con l’invecchiamento ogni organo diminuisce la sua funzionalità e alcuni tessuti e distretti possono andare incontro a degenerazione con conseguenti cambiamenti a livello muscolare, neurologico articolare e metabolico. Per questo motivo sarebbe opportuno limitare fino ad interrompere l’attività sportiva parallelamente al raggiungimento dell’età geriatrica. Questa secondo Goldston sarebbe intorno agli 11 anni e mezzo per i cani di piccola taglia (0-10kg) 10 anni per i media taglia (10-25 Kg), 9 anni per i grossa taglia (25-45 kg) e 7,5 anni per i taglia gigante (>45kg).

Ovviamente queste osservazioni vogliono solo essere generiche indicazioni per far capire ad ogni proprietario e conduttore quanto l’età del cane sia un elemento basilare che andrebbe sempre rispettato per non mettere a repentaglio la sua salute.

Ogni situazione andrà infatti discussa e affrontata specificatamente con l’aiuto del proprio veterinario.

(fonte Canine Sport Medicine and Rehabilitation, 2016 di Zinc e Van Dyke)

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